Cristo Vive! Il progetto della GMC continua il suo percorso nel penitenziario di Fuorni (SA)

WhatsApp-Image-2016050707/05/206 – Fuorni (Sa) – Cristo Vive è il progetto che da il nome all’opera che la GMC (Gruppo Missionario Carcerario) sta realizzando nei carceri italiani ed in particolar modo quelli della Campania.

Ancora oggi, nel penitenziario di Fuorni, si è tenuto, per la prima volta, un nuovo evento gospel che ha visto la partecipazione dei Controtempo band, con la presentazione di brani musicali cristiani volti a raccontare della gloria e potenza di Dio.

Hanno partecipato, con grande coinvolgimento, i detenuti del reparto di massima sicurezza i quali hanno gustato la musica cristiana loro presentata.

Il pastore Cesare Turco, con la presidente dell’associazione Maria Garofalo, sono riusciti nell’intento di realizzare l’ennesimo evento musicale con lo specifico scopo di presentare la potenza di Dio, in particolar modo cercando di presentare la verità biblica che proclama la salvezza in Cristo Gesù ed il perdono dei peccati mediante la Sua stessa grazia.

Hanno accompagnato C. Turco il pastore M. Granata, con sua moglie M. Di Somma, il past. F. Lugubre ed il past. A. Cirillo. Tutti assieme hanno contribuito alla realizzazione di un evento che ha lasciato, grazie a Dio, un segno molto positivo all’interno dell’ambiente carcerario e di particolare tra la dirigenza e gli operatori.

Anche la massima disponibilità dell’amministrazione e del cappellano del penitenziario a fatto si che i Controtempo potessero avere grande agio nell’buona riuscita dell’evento, avendo a disposizione anche il teatro del complesso e l’impianto audio dello stesso.

Ancora una volta si è assistiti alla grandezza dell’ opera Dio: i circa 70 detenuti presenti, da subito si sono mostrati molto aperti a quanto presentato, e hanno seguito tutto l’evento con gioia, interesse e partecipazione.

La GMC ovviamente non poteva augurarsi di meglio e come sempre da ogni lode e gloria a Dio per questi successi .

Il prossimo appuntamento gospel è per il 21 maggio, nel penitenziario di Arienzo (CE) .

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